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Le pizze de "La Fabbrica dei Sapori..." ®

Stranapoli

pizza stranapoli In principio era la marinara.

E' ormai acquisito, infatti, che prima dell'avvento della mozzarella - e, quindi, dell'invenzione della margherita "nazionale" - pomodoro, aglio, origano, basilico ed olio hanno per lungo tempo caratterizzato la più "verace" e caratteristica delle pizze partenopee. Più che giustificato, dunque, l'eponimo "napoletana", con il quale, specialmente in Campania, è spesso indicata la tradizionale "marinara".

Nessun pizzaiolo può sfuggire al fascino di questo autentico capolavoro della cucina mediterranea. Fascino che scaturisce anche dalla straordinaria capacità della gastronomia partenopea di esaltare materie prime spesso ritenute incapaci di evocare grandi sensazioni solo perché estremamente "comuni".

Rispettoso della tradizione, ma, come Ulisse, aperto alla sfida dell'incognito, ho provato ad aggiungere alla guarnizione classica della "napoletana" dei formaggi, delle olive e del peperoncino. Quando, dopo ripetute prove, sono riuscito ad equilibrare questo straordinario mosaico di colori e di sapori, ho immediatamente percepito una sensazione strana. Avevo "scoperto" qualcosa di diverso ed esaltante, pur continuando ad essere nella scia della più autentica delle tradizioni. Scoperta e non invenzione, è questa la vera storia della STRANAPOLI, un doveroso omaggio all'estro partenopeo. Variante arricchita con il gusto dell'antica e sempre valida "napoletana", la STRANAPOLI, con i suoi colori ma, soprattutto con i suoi sapori "decisi", conquista ancor oggi anche i palati più difficili che, già nel nome della pietanza, percepiscono un quid "fuori dall'ordinario" rispetto alla ricetta della naturale progenitrice. Dunque, "strana-napoletana" ma anche "straordinaria-napoletana".

Cosimo Mogavero*
*Elaborazione testi e approfondimenti storico-scientifici in collaborazione con Eugenio Luigi Iorio

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