La Margherita all'antipasto è il prototipo della pizza-pasto completo in quanto, come indica il nome, sintetizza in un sol prodotto due portate, anche se quantitativamente dimezzate.
Interessante proposta, dunque, per una corretta alimentazione, essa fornisce, in realtà, un alibi formidabile a chi - specie nella schiera del gentil sesso - si illude con essa di mangiare una pizza che lasci ampi margini di "sconti calorici" su eventuali successive portate.
Quel che è certo, la margherita all'antipasto soddisfa l'esigenza di chi, vittima di tempi sempre meno a misura d'uomo, è costretto o semplicemente desidera gustare una pizza della tradizione senza rinunciare al classico antipasto a base di bocconcini e prosciutto.
Ma al di là delle motivazioni che inducono a provarla, la margherita all'antipasto, con l'armonioso gioco della sua delicata guarnizione - a base di fior di latte, mozzarella di bufala, prosciutto di Parma, basilico e olio - simboleggia, come una ideale tavolozza di colori, le tonalità non solo cromatiche ma anche gustative di tanti buoni prodotti italiani.
Così, in un tempo agitato da spinte separatiste, questo singolare prodotto riesce a valorizzare su una medesima portata diverse e valide identità regionali, come il prosciutto di Parma, mettendo persino a tacere diatribe campanilistiche mai sopite, come quella tra fior di latte e mozzarella di bufala campana.
E considerato il riferimento regale che questa pizza, anche se a metà, reca con sé, sorge quasi spontaneo concludere con un "Viva l'Italia!"... ma quella dei sapori autentici, storicamente tra i più efficaci sigilli della nostra unità nazionale..
Cosimo Mogavero*
*Elaborazione testi e approfondimenti storico-scientifici in collaborazione con Eugenio Luigi Iorio
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